Sito dei Giornalisti Uffici Stampa News   Milano 23/10/2018 9:43:23 AM
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QUANDO SI CERCA DI INGANNARE LA LEGGE - COMUNICATO AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE
Ancora una volta in Abruzzo un bando di concorso sulla comunicazione viene concepito in totale contraddizione con la legge, a conferma di come la 150 sia una delle leggi più inapplicate del Paese. Questa volta è il Comune di Teramo a sorprendere con un bando di concorso dove la 150 del 2000 che, a norma di diritto, è il testo di riferimento in questa materia, non viene nemmeno citata mentre sono chiamate in causa leggi fra le più disparate. Per la sua corretta applicazione scendono in campo, in totale sintonia, i rappresentanti regionali di Ordine dei Giornalisti, Associazione della Stampa, GUS, Associazione della Comunicazione Pubblica, i quali scrivono al Sindaco e alla Giunta di Teramo, facendo rilevare che la richiesta, per "due addetti alla comunicazione" da inquadrare in fascia C, dell'iscrizione all'Ordine dei Giornalisti sia un requisito che non ha nulla a che fare con la funzione richiesta ( ai sensi, appunto della L. 150).

" Se, come sembra dal bando, cercate un addetto agli uffici di comunicazione, l'iscrizione all'Ordine dei giornalisti non solo è superflua, ma danneggia i diritti dei comunicatori che possono essere esclusi dal concorso a causa di un requisito palesemente ingiusto e ingiustificabile – scrivono i rappresentanti delle quattro organizzazioni professionali - Se invece cercate due giornalisti con il compito di informare e relazionarsi con i media, il concorso deve essere rivolto a due "addetti all'ufficio stampa" o "addetti all'informazione " prevedendone il conseguente giusto inquadramento.

Un giornalista dell'ufficio stampa può essere diretto solo da un capo-ufficio stampa, giornalista anch'esso, mentre i comunicatori seguono un percorso professionale e amministrativo completamente diverso. Questo modo di operare, a quanto pare molto diffuso in Abruzzo dove la legge viene per lo più inapplicata o palesemente violata, mortifica sia chi, negli anni prima della legge, ha sperimentato forme, linguaggi e modalità di lavoro professionale nella PA nei settori dell'informazione e della comunicazione e si aspetta di vedere sanate le posizioni anomale determinate dall'assenza di una regolamentazione, sia chi, legittimamente, avendo i titoli e le professionalità previste dalla 150 , aspira ad entrare nella PA per svolgere questi servizi.

L'approccio degli organi amministrativi a questa materia farebbe pensare ad un desiderio, forse inconscio o inconsapevole, di "assoggettamento" della tradizionale burocrazia rispetto a queste nuove funzioni che sono garanzia di trasparenza e verità, così importanti quando si tratta di interessi pubblici e collettivi.

" Crediamo di non dover andare oltre nello spiegare che certi requisiti e certe selezioni non possono essere messe a caso, perché vanno attribuiti al posto giusto e alla professionalità giusta - continuano- auspichiamo quindi che il testo del bando venga rimodulato sulla base delle leggi vigenti in Italia e che, tra le deliberazioni e leggi richiamate in premessa, venga inserita anche la 150, la legge di riferimento sulla regolamentazione degli URP e delle funzioni di comunicazione e di informazione " Le quattro organizzazioni chiedono quindi " di fare in modo che l'attuale bando venga annullato e venga riproposto sulla base di quanto prescritto dalla L. 150 e dal DPR 422/2001. Non vorremmo essere costretti a sostenere, davanti al Tribunale Amministrativo – concludono - le ragioni di chi potrebbe essere stato ingiustamente escluso dal concorso" .

Per l'associazione della Comunicazione Pubblica e Istituzionale
Laura Di Russo  

Per il Gruppo Uffici Stampa dell'Associazione Giornalisti
Pina Manente  

Per il Consiglio regionale Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo
Demetrio Moretti  

Per l'Associazione della Stampa d'Abruzzo
Nicola Di Bonito 

PESCARA 29 GENNAIO 2004 - LA RISPOSTA DEL COMUNE DI TERAMO

Il Comune di Teramo si dice disponibile a modificare i termini del bando per 2 posti a tempo indeterminato di addetto alla comunicazione: “Ci siamo accorti che i requisiti che chiedevamo e gli uffici in cui inserirli confondevano un po' le idee - dice ai microfoni di TelePACOM l'avvocato Cosima Cafforio, dirigente del settore affari legali e personale del comune abruzzese - Alla luce della figura che avevamo in mente, cambieremo la denominazione e il profilo professionale In realtà cercavamo un capo ufficio stampa più che un comunicatore”.

Restano invariati quindi i requisiti dell'iscrizione all'albo. Tutti i 70 candidati continueranno a concorrere, senza dover ripresentare la domanda di partecipazione. Ma i due nuovi assunti saranno giornalisti e non comunicatori, e verranno inseriti nel gabinetto del sindaco. Niente assunzioni all'Urp, dunque.

Soddisfazione dell'Associazione della comunicazione pubblica, che per prima ha segnalato la violazione della legge 150: “Se non altro - dice il segretario Alessandro Rovinetti - abbiamo fatto chiarezza sull'interpretazione della legge. Certo non possiamo impedire l'assunzione di giornalisti, nulla da obiettare. Abbiamo invece obiettato sulla richiesta di un comunicatrore che fosse iscritto all'albo dei giornalisti”.

L'amministrazione di Teramo si era giustificata intendendo come minimi i requisiti previsti dalla legge, un modo per giocare su più uffici, urp e gabinetto del sindaco, la stessa figura professionale, in nome di esigenze di flessibilità e scarso bilancio.

I punti di debolezza del bando sono due: intanto la collocazione della figura professionale. Come può, una stessa figura, essere impiegata tra gabinetto del sindaco e ufficio di relazione con il pubblico, tra attività di informazione e attività di comunicazione, tra rapporti con la stampa e rapporti con il pubblico? Le due figure distinte, poi, diventavano una sola, con i requisiti però dell'una e dell'altra: un comunicatore sì ma con l'iscrizione all'albo dei giornalisti.

Irregolare era stato il giudizio sul bando dei relatori della legge. “La ritengo una sovrapposizione errata di due figure professionali cui la legge assegna in modo chiaro competenze e profilo curricolare diverso – ha detto l'onorevole Antonio Di Bisceglie. I requisiti previsti identificano bene le due figure. Non si può chiedere all'uno di avere i requisiti dell'altra”.  

FNSI E GUS CONTESTANO - IL BANDO DI CONCORSO DELLA REGIONE LAZIO

La Fnsi, l'Asr, il Gus nazionale e il cdr degli uffici stampa del Consiglio regionale del Lazio manifestano forte meraviglia ed esprimono deciso disaccordo sui punti qualificanti del bando di concorso pubblico indetto dal Consiglio Regionale per la copertura di 15 posti di addetto stampa.

Se da una parte il sindacato dei giornalisti apprezza l'impegno per dotare l'ente di una stabile struttura inserita nella sua pianta organica garantendo contratti a tempo indeterminato, dall'altra sottolinea come tale bando di concorso evidenzi profonde carenze e insopportabili omissioni. Innanzitutto non si fa mai cenno alla legge 150/2000 istitutiva degli uffici stampa pubblici, non si prende in considerazione il protocollo d'intesa sottoscritto da tutti i presidenti dei Consigli regionali nel 2002 che prefigura, tra l'altro, l'applicazione del contratto giornalistico per gli addetti e i capi uffici stampa dei consigli regionali, non si prevede, ad oggi, nella commissione esaminatrice nessuna delle istituzioni della categoria dei giornalisti:Federazione Nazionale della Stampa Italiana e Ordine dei Giornalisti.

Inoltre, anche dal punto di vista puramente amministrativo, la Fnsi, l'Asr e il cdr degli uffici stampa del Consiglio regionale del Lazio fanno notare che al fine del bando di concorso l'inserimento degli addetti stampa nella categoria D con posizione economica iniziale D1 non è accettabile.

Infatti, nel contratto delle Regioni e degli Enti locali (revisione del sistema delle classificazione del personale non dirigente) il personale iscritto ad un ordine professionale, compreso quello giornalistico, è collocato sì nella categoria D, ma per il dpr 347/83, come interpretato dal dpr 333/90, queste figure vanno ascritte al VIII qualifica funzionale con trattamento tabellare iniziale D3.

Per questi motivi e per le evidenti incongruenze con normative legislative e contrattuali la Fnsi, l'Asr, il Gus nazionale e il cdr degli uffici stampa del Consiglio regionale chiedono un incontro urgentissimo al Presidente e all'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Lazio al fine di rivedere profondamente il bando di concorso”.

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